Coppia non sposata? Cosa sapere per l'acquisto della prima casa

Coppia non sposata? Cosa sapere per l'acquisto della prima casa

L’ acquisto della prima casa per una coppia non sposata è un tema sempre più attuale, dato l’aumento delle convivenze e dei nuclei familiari di fatto. Nonostante l’assenza del vincolo matrimoniale, è assolutamente possibile comprare un immobile insieme, beneficiando in taluni casi delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa. Tuttavia, sono necessari alcuni accorgimenti legali, fiscali e patrimoniali per evitare problemi futuri. In questo articolo analizzeremo tutti gli aspetti da considerare quando si decide di comprare la propria abitazione in coppia senza essere sposati.

 


Come comprare casa insieme senza essere sposati

Comprare casa in coppia senza essere sposati non rappresenta un ostacolo dal punto di vista normativo: la legge consente a chiunque di procedere all’acquisto di un immobile, sia singolarmente sia in comunione con altre persone. Ciò che cambia rispetto alle coppie sposate è l’assenza del regime legale di comunione o separazione dei beni, tipico del matrimonio. Pertanto, per una coppia non sposata, la quota di proprietà dovrà essere definita chiaramente:

  • Quote di proprietà: al momento dell’atto notarile, si specifica quale percentuale di proprietà acquisisce ciascun convivente (ad esempio, 50 e 50, oppure 70 e 30). Questa scelta è fondamentale se un domani si verificassero situazioni di disaccordo o di scioglimento della convivenza.
  • Gestione dei pagamenti: è importante tenere traccia di bonifici e ricevute per dimostrare l’effettivo contributo di ciascuno all’acquisto.
  • Atto notarile: il notaio, su richiesta delle parti, inserirà nell’atto di compravendita tutte le indicazioni necessarie a chiarire proprietà e percentuali.

 Come intestare la prima casa fra conviventi

Se entrambi i conviventi intendono beneficiare delle agevolazioni prima casa, è essenziale che ciascuno di essi possieda i requisiti previsti dalla normativa. In particolare, nessuno dei due deve essere titolare, neanche in comunione con altri, di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un’altra casa idonea nel medesimo Comune. Inoltre, non si deve avere già fruito in precedenza delle agevolazioni prima casa.

L’intestazione della prima casa fra conviventi può avvenire in diversi modi:

  • Cointestazione in parti uguali: ciascun convivente acquisisce il 50% dell’immobile e, se sussistono i requisiti, ambedue beneficiano delle agevolazioni.
  • Cointestazione con quote diverse: le quote di proprietà possono essere anche asimmetriche (60%-40%, 70%-30%, ecc.). Le agevolazioni fiscali si applicano comunque pro-quota, se anche in questo caso ricorrono i requisiti per entrambi.
  • Intestazione a un solo convivente: nel caso in cui uno dei due non avesse i requisiti o non fosse interessato, l’altro può intestarsi l’intero immobile, ma occorre valutare attentamente le conseguenze patrimoniali e fiscali.

Come intestare la casa alla compagna o al compagno

L’intestazione completa della casa alla compagna o al compagno è una scelta da ponderare con cautela, poiché implica che l’altro convivente non avrà alcun diritto di proprietà sull’immobile. Questa soluzione potrebbe risultare conveniente in casi specifici, ad esempio:

  • Se un convivente non possiede i requisiti per le agevolazioni prima casa.
  • Se la disponibilità economica per l’acquisto proviene in larga parte da un unico soggetto.
  • Se si è stabilito un accordo interno che riconosce la proprietà a uno solo dei due (magari per motivi ereditari o fiscali).

Tuttavia, intestare la casa a uno solo dei due conviventi può creare problematiche in caso di separazione o decesso. È quindi opportuno valutare soluzioni alternative (come la cointestazione) o ricorrere a strumenti di tutela patrimoniale (ad esempio testamenti o contratti di convivenza).


Come intestare il mutuo in una coppia non sposata

Quando si acquista una casa, spesso è necessario accendere un mutuo. Per le coppie non sposate, le banche solitamente richiedono garanzie individuali, indipendentemente dallo status familiare. Ci sono varie modalità per intestare il mutuo:

  • Cointestare il mutuo: entrambi i conviventi risultano mutuatari e responsabili del pagamento delle rate in solido. In questo caso, ognuno risponde dell’intero debito nei confronti della banca.
  • Intestare il mutuo a uno solo dei due conviventi: il mutuatario sarà colui che fornisce la garanzia reddituale. Tuttavia, è possibile avere coobbligati o fideiussori (compagno o compagna) per accrescere le probabilità di ottenere il finanziamento.

È importante valutare i pro e i contro di ciascuna scelta, specialmente considerando il reddito effettivo di ciascun partner e il rapporto banca-contribuente in caso di eventuale insolvenza.


Agevolazioni sulla prima casa per la coppia non sposata

Le agevolazioni fiscali per la prima casa (IVA ridotta, imposta di registro al 2%, imposta ipotecaria e catastale fisse a 50 euro ciascuna, se acquistata da impresa costruttrice) possono essere ottenute anche da una coppia non sposata, a condizione che ciascun convivente rispetti i requisiti di legge. Nello specifico:

  • Il compratore deve trasferire la propria residenza nel Comune in cui si trova l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto.
  • Non deve possedere altro immobile idoneo a uso abitativo nello stesso Comune.
  • Non deve aver già beneficiato delle agevolazioni prima casa, salvo eventuale riacquisto entro un anno dalla vendita della precedente abitazione.

Se i conviventi acquistano l’immobile al 50% ciascuno, l’imposta di registro agevolata si applicherà a entrambe le parti, purché ognuno sia in possesso dei requisiti richiesti.


Come tutelarsi se non si è sposati

La tutela delle coppie conviventi in caso di separazione, decesso o altre vicende personali non è disciplinata in modo esteso come per i coniugi. Tuttavia, esistono diversi strumenti per garantire una maggiore sicurezza:

  • Contratto di convivenza: consente di regolare gli aspetti patrimoniali, come la suddivisione delle spese o la partecipazione agli acquisti, e di stabilire regole sulla gestione dell’immobile in caso di scioglimento della convivenza.
  • Testamento: fondamentale per lasciare l’immobile o una quota di esso al partner, in quanto, senza testamento, il convivente more uxorio non è erede legittimo.
  • Assicurazioni sulla vita e altre forme di protezione: indicare il compagno o la compagna come beneficiario può offrire un supporto economico in caso di eventi tragici.

La cointestazione dell’immobile, inoltre, di per sé garantisce una partecipazione equa alla proprietà, ma non sostituisce gli altri strumenti di tutela sopra elencati.


Che diritti ha una coppia non sposata

In Italia, le coppie non sposate non godono degli stessi diritti previsti per le coppie coniugate o unite civilmente (nel caso di coppie dello stesso sesso). Tuttavia, grazie alle sentenze della Corte di Cassazione e alle normative più recenti, alcuni diritti sono stati estesi anche ai conviventi. Ad esempio:

  • Convivenza di fatto: la Legge n. 76/2016 (Legge Cirinnà) riconosce la convivenza di fatto, concedendo la possibilità di stipulare contratti di convivenza e regolando alcuni diritti, come l’accesso alle informazioni sanitarie e l’assistenza in ospedale.
  • Tutela patrimoniale: è sempre possibile inserire clausole specifiche in un contratto di convivenza o ricorrere ad atti notarili per regolare la gestione dei beni.
  • Successione: in assenza di testamento, il convivente non ha diritti ereditari. Pertanto, è essenziale redigere un testamento se si desidera lasciare parte del patrimonio al partner.

L’acquisto della prima casa per una coppia non sposata richiede una pianificazione attenta dal punto di vista legale, fiscale e patrimoniale. La scelta di cointestare la casa, di intestare il mutuo a entrambi oppure a uno solo dei conviventi, così come la necessità di attivare strumenti di tutela (contratti di convivenza, testamenti) devono essere valutati con cura caso per caso.

In ogni situazione, è consigliabile rivolgersi a professionisti specializzati (notai, avvocati, consulenti fiscali) per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti, accedere a eventuali agevolazioni fiscali sulla prima casa e, soprattutto, mettere al sicuro il proprio investimento immobiliare.